Bandi di Concorso per soli titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA – Graduatorie a.s. 2017-18

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia
Ufficio VII – Ambito territoriale di Lecco
e attività esercitate a livello regionale
in merito al personale della scuola
via Pola, 11 – 20124 Milano – Codice Ipa: m_pi

Ai dirigenti
degli Uffici Scolastici Territoriali
della Lombardia
LORO SEDI

Oggetto: Trasmissione bandi di Concorso per soli titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA – a.s. 2017-18

Si trasmettono, per i successivi adempimenti di competenza, e con preghiera di massima diffusione tra il personale interessato, i bandi relativi ai concorsi per soli titoli per l’inclusione o l’aggiornamento del punteggio nelle graduatorie permanenti provinciali del personale ATA, emanati da questa Direzione Regionale per le province della Lombardia, ai sensi dell’art. 554 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n° 297 e dell’Ordinanza Ministeriale n° 21 del 23 febbraio 2009.
I suddetti bandi di concorso saranno pubblicati, secondo i profili di competenza, all’Albo di codesti Uffici, in data 20 marzo 2017.
Le domande di ammissione ai concorsi sopra citati devono essere presentate utilizzando gli appositi modelli.
I requisiti di ammissione ed i titoli valutabili devono essere posseduti alla data del 19 aprile 2017, termine ultimo per la presentazione della domanda.
Si fa presente che il MIUR con nota AOODGPER prot. n° 8654 del 28 febbraio 2016 ha precisato che è valutabile come “servizio presso enti pubblici”, in coerenza con quanto disposto dall’art. 1, comma 2, del Decreto Legislativo n° 77/2002, anche il servizio civile volontario svolto dopo l’abolizione dell’obbligo di leva. Tale servizio sarà valutato con il medesimo punteggio attribuito, nella tabella di valutazione dei titoli, al servizio prestato alle dipendenze di amministrazioni statali.
Si precisa che, per la scelta delle istituzioni scolastiche in cui si richiede l’inclusione nelle graduatorie di circolo e di istituto di 1ª fascia per l’a.s. 2017-18 (Allegato G), dovrà essere utilizzata un’apposita applicazione web nell’ambito delle “Istanze On-line“ sul sito internet del MIUR. Per tale Allegato G non dovrà essere inviato il modello cartaceo in formato pdf prodotto dall’applicazione, in quanto l’Ufficio Territoriale destinatario lo riceverà automaticamente al momento dell’inoltro.
Tutti gli aspiranti, ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di circolo e di istituto di 1ª fascia per l’a.s. 2017-18, dovranno, necessariamente, utilizzare tale procedura on-line.

Il dirigente
Luca Volonté

Allegati

Passaggio dei docenti da ambito a scuola: ancora un rinvio

 

Ancora una volta l’Amministrazione non ha affrontato, nel previsto incontro con le OO.SS. avente per oggetto: “proseguimento incontro individuazione competenze; proseguimento informativa OM mobilità personale scolastico” il delicato tema del CCNI relativo al passaggio del personale docente da ambito a scuola. Occorre, ad avviso dello SNALS-CONFSAL, un confronto a livello politico per dare una corretta interpretazione dell’Accordo politico del 29/12 u.s.; va sicuramente valorizzato, come previsto in tale accordo, il ruolo del Collegio dei docenti che deve deliberare nella scelta dei requisiti richiesti al personale docente ai fini della individuazione per competenze.

Per lo SNALS-CONFSAL la delibera del Collegio dei docenti è irrinunciabile, anche in considerazione del fatto che si devono individuare professionalità coerenti con il PTOF deliberato dallo stesso collegio.

È terminato, invece, il confronto sulla OM della mobilità del personale docente educativo ed ATA e su quella dei docenti di religione cattolica.

Nel pomeriggio sono state anche esaminate le schede proposte dall’Amministrazione, nelle quali le OO.SS. hanno verificato la rispondenza al dettato contrattuale e alla bozza di OM.

Tuttavia non sono state ancora fissate le date di presentazione delle domande, in quanto è in corso la verifica congiunta di Funzione Pubblica e MEF sul testo della Ipotesi di CCNI sottoscritta in data 31 gennaio 2017.

Lo SNALS-CONFSAL ha vivacemente protestato per la lungaggine delle procedure di verifica anche interne al MIUR, con particolare riguardo all’Ufficio Centrale del Bilancio e ha invitato l’Amministrazione a riflettere sul grave allungamento della tempistica, invitandola a fare tutto quello che è nelle sue possibilità per garantire al personale certezza sulle date di presentazione delle domande e agli alunni garanzie di un regolare avvio dell’a.s. che, continuando di questo passo sembra essere ormai in forse.

 

Trasformazione rapporto di lavoro da Tempo Pieno a Tempo Parziale

 

Domanda di part-time

Il rapporto di lavoro a Tempo Parziale per il personale docente, educativo ed ATA è contemplato rispettivamente negli artt. 39 e 58 del CCNL 29 novembre 2007.

Per entrambe le categorie di personale la trasformazione del rapporto di lavoro a Tempo Pieno in rapporto a Tempo Parziale e viceversa, è disciplinata, ai sensi del comma 13, dell’art. 39 del CCNL Scuola 29/11/2007 a cui rinvia il pari comma dell’art. 58 del medesimo CCNL, con le disposizioni contenute nell’OM n° 446/97, emanata in applicazione del CCNL 4/8/95, e delle leggi n° 662/96 e n° 140/97 con le integrazioni di cui all’OM n° 55/98.

La domanda per la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale va presentata al dirigente scolastico entro il 15 marzo di ogni anno.

È escluso dalla possibilità di poter presentare la domanda in argomento il personale ATA appartenente al profilo professionale di DSGA.

Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve risultare da contratto scritto e deve contenere la durata della prestazione lavorativa. Il tempo parziale può essere realizzato:

  1. con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (tempo parziale orizzontale;
  2. con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese, o di determinati periodi dell’anno (tempo parziale verticale);
  3. con articolazione della prestazione risultante dalla combinazione delle due modalità indicate alle precedente lettere a) e b) (tempo parziale misto), come previsto dal D.Lvo 25 febbraio 2000, n° 61.

Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è escluso dalle attività aggiuntive aventi carattere continuativo, né può fruire di benefici che comunque comportino riduzione dell’orario di lavoro, salvo quelle previste dalla legge.

Nell’applicazione degli altri istituti normativi previsti dal contratto, tenendo conto della ridotta durata della prestazione e della peculiarità del suo svolgimento, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di legge e contrattuali dettate per il rapporto a tempo pieno.

Al personale interessato è consentito, previa autorizzazione del dirigente scolastico, l’esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio e non siano incompatibili con le attività d’istituto.

L’assunzione di altro lavoro, o la variazione della seconda attività da parte del dipendente con il rapporto di lavoro a tempo parziale, deve essere comunicata al dirigente scolastico entro 15 giorni.

Il trattamento economico, anche accessorio, del personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è proporzionale alla prestazione lavorativa, con riferimento a tutte le competenze fisse e periodiche spettanti al personale con rapporto a tempo pieno appartenente alla stessa qualifica e profilo professionale.

I dipendenti a tempo parziale orizzontale hanno diritto ad un numero di giorni di ferie pari a quello dei lavoratori a tempo pieno. I lavoratori a tempo parziale verticale hanno diritto ad un numero di giorni proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell’anno. Il relativo trattamento economico è commisurato alla durata della prestazione lavorativa.

Il trattamento previdenziale e di fine rapporto è disciplinato dalle disposizioni contenute nell’art. 9 del D.lgs. n° 61/2000).

Ad ogni buon fine, si riportano in allegato,  i modelli di:

In conclusione, per completezza di informazione, si evidenzia che ai suddetti disposti contrattuali sono seguiti i seguenti interventi normativi:

  • art. 73, DL n° 112/2008, convertito in Legge n° 133/2008;
  • art. 16, della Legge n° 183/2010;
  • circ. del Dipartimento della Funzione Pubblica n° 9 del 20/6/2011;
  • art. 1, comma 20, Legge 92/2012;
  • art. 12, D. Lgs. n° 81/2015, con esclusione di quelle contenute negli artt. 6, commi 2 e 6, e 10, e, comunque, fermo restando quanto previsto da disposizioni speciali in materia.

 

 

Mobilità, firmata ipotesi di CCNI per il personale docente, educativo e ATA a.s. 2017-18

Nella tarda serata del 31 gennaio 2017, si è finalmente pervenuti, dopo un lungo, acceso e serrato confronto, alla sottoscrizione della Ipotesi di CCNI per la mobilità del personale docente, educativo ed ATA per l’anno scolastico 2017-18.

Il testo sottoscritto non sarà, ovviamente, operante fino a che non si provvederà alla sottoscrizione definitiva, dopo le verifiche della congruità normativa e di spesa, da parte di Funzione Pubblica e MEF.

Nelle more dell’effettuazione di tali verifiche vi evidenziamo, comunque, alcuni degli aspetti dell’Ipotesi di CCNI.

In premessa è stato firmato un verbale congiunto che prevede: “Nel rispetto di quanto sottoscritto nell’intesa del 29 dicembre 2016 le parti dichiarano quanto segue:

1) le OO.SS. procedono alla firma dell’Ipotesi di CCNI sulla mobilità per consentire l’avvio delle procedure propedeutiche alla sua autorizzazione, per evitare l’allungamento dei tempi; 2) l’Amministrazione si impegna a sottoporre – in tempi brevi – alle OO.SS. il testo per procedere rapidamente alla sottoscrizione, entro la data della firma definitiva del CCNI, dell’accordo sull’assegnazione dei docenti da ambito a scuola, nel rispetto dei principi di imparzialità e trasparenza”.

Solo per senso di responsabilità le OO.SS., pur di fronte ai ritardi dell’Amministrazione nella predisposizione di un accettabile testo per l’assegnazione dei docenti da ambito a scuola, hanno, comunque, sottoscritto l’Ipotesi contrattuale, al fine di accelerare i tempi di presentazione delle domande di mobilità. Si evidenzia, comunque, che l’Amministrazione si è impegnata a sottoporre, in tempi brevi, il testo dell’Accordo sull’assegnazione dei docenti da ambito a scuola, che dovrà essere contrattato e sottoscritto prima della stipula definitiva del CCNI della mobilità.

All’art. 1– CAMPO DI APPLICAZIONE E DURATA DEL CONTRATTO – vi segnaliamo l’importante affermazione innovativa prevista al comma 1): “L’accordo per il pubblico impiego sottoscritto il 30 novembre tra le OO.SS. e il Ministro per la semplificazione e la Funzione Pubblica, definisce il contesto complessivo delle relazioni sindacali, nell’ambito del quale si definisce il presente contratto”;

al comma 2) si precisa che il CCNI disciplina la mobilità del personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, esclusivamente per l’a.s. 2017-18;

al comma 4), in aggiunta alla consueta precisazione di possibile stipulazione di un ulteriore atto negoziale, anche su richiesta di un solo soggetto firmatario, per recepire possibili conseguenze sulla mobilità di eventuali interventi normativi, sono state inserite, tra le possibilità previste, anche le esigenze relative alle zone colpite dai recenti eventi sismici.

 

TITOLO I – PERSONALE DOCENTE

All’art. 2– DESTINATARI – si prevede che le disposizioni relative ai trasferimenti e passaggi si applicano a tutti i docenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Al comma 2) si precisa, per i docenti, ancora in attesa di titolarità definitiva nella provincia, o che abbiano perso la titolarità definitiva, che gli stessi sono tenuti a presentare domanda di trasferimento e, in caso di mancata presentazione della domanda, sono sottoposti a mobilità d’ufficio, considerando come partenza il primo ambito della provincia di titolarità.

Inoltre, al comma 3) si stabilisce che i docenti immessi nei ruoli, ai sensi dell’art. 1, comma 98, lett. b) e c) della legge 107/15 (nominati in ruolo con procedura nazionale), che non abbiano ottenuto, nel corso della mobilità 2016/2017 un ambito territoriale di titolarità, partecipano alle operazioni tra province diverse. In caso di mancata presentazione della domanda tali docenti sono trasferiti, con punti zero, partendo dalla provincia di immissione in ruolo.

All’art. 3– MOBILITÀ TERRITORIALE – al comma 1) si precisa che la mobilità per l’a.s. 2017-18 è attuata per scuole e/o ambiti territoriali.

Al comma 2) si prevede che, nel movimento, il posto coperto da docente che abbia ricevuto l’incarico triennale è considerato indisponibile, fino a quando lo stesso non ottenga, a domanda, tramite la mobilità, altra titolarità di scuola o di ambito.

Altra importante precisazione è quella contenuta al comma 3) che prevede: “in attesa del coordinamento normativo previsto dall’art. 1, comma 180, della legge 107/2015 e in applicazione dell’art. 1, comma 1, per l’a.s. 2017/2018, il vincolo di cui all’art. 399, comma 3, del Testo Unico di cui al Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n° 297, non viene applicato”. Conseguentemente anche i docenti immessi nei ruoli potranno partecipare alla mobilità interprovinciale, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia di nomina previsto dal citato articolo del Testo Unico.

Al comma 6) si chiarisce che le preferenze di scuola sono espresse attraverso il Codice di istituzione scolastica autonoma, con l’eccezione dei CPIA, dei percorsi di secondo livello del sistema di istruzione degli adulti, scuole carcerarie od ospedaliere o sezioni di scuola speciale.

Al comma 7) è stato previsto, relativamente alle autonomie scolastiche ubicate in comuni diversi, che le modalità e i criteri per l’assegnazione dei docenti ai posti ubicati in comuni diversi rispetto a quello sede di organico, siano definiti in contrattazione di istituto.

All’art. 4– MOBILITÀ PROFESSIONALE – vi evidenziamo:

al comma 9) la mobilità professionale sui posti degli insegnamenti specifici dei licei musicali, disponibili per la mobilità professionale sia di cattedra che di ruolo; la stessa avviene secondo le seguenti priorità:

al punto a.   il personale che ha insegnato per almeno 10 anni continuativi nella specifica disciplina nei soli istituti dove erano già attivate le sperimentazioni di ordinamento di liceo musicale (il cui elenco, previsto dalla nota 8822/2014, è inserito nella nota 4 allo stesso);

al punto b.   si prevede la successiva precedenza, ai fini del passaggio nella sola sede di attuale servizio, per il personale che ha insegnato, nella specifica disciplina e nella stessa sede dei licei musicali, istituiti a partire dall’a.s. 2010-11, graduato in base al numero di anni di effettivo servizio e, nel caso di pari numero di anni, in base alle tabelle dell’All. 2 –Mobilità professionale.

Ogni Ufficio Scolastico Territoriale definirà le graduatorie provinciali per ciascuna classe di concorso, da utilizzarsi, in caso di concorrenza tra più aspiranti, per l‘individuazione del personale da confermare nella sede di servizio.

Al comma 10) si prevede una successiva graduazione del restante personale che aspiri al passaggio di cattedra o di ruolo su tali insegnamenti nei licei musicali, in base agli anni di effettivo servizio nei medesimi licei e, in caso di concorrenza sulla base delle tabelle di cui all’All. 2; il passaggio può essere richiesto su un solo liceo musicale, anche di provincia diversa.

All’art. 5– MOBILITÀ TERRITORIALE E PROFESSIONALE DEL PERSONALE DOCENTE TRANSITATO NEI RUOLI STATALI – al comma 2) si prevede l’indisponibilità per la mobilità in entrata dei posti presso gli istituti dove è stata attuata la statizzazione, in caso non sia stato ancora perfezionato il transito di tali docenti considerando, separatamente, classe di concorso e, ciascun ruolo (diplomati o laureati).

All’art. 6– PROCEDIMENTO DEI TRASFERIMENTI E DEI PASSAGGI – si prevede al comma 1) che ogni docente potrà esprimere, con un’unica domanda, fino a 15 preferenze di cui al massimo 5 scuole, appartenenti al proprio ambito o ad ambiti diversi, sia per la mobilità provinciale che per quella interprovinciale; per tale ultima mobilità sarà possibile esprimere anche codici sintetici delle province. La mobilità provinciale precede quella interprovinciale.

Al comma 2) si precisa che le preferenze richieste nella domanda sono esaminate nell’ordine indicato dall’aspirante e secondo il punteggio e le precedenze di ciascuna. In caso di parità prevale l’anzianità anagrafica.

Al comma 7) si prevede che per accedere in tutti gli ordini di scuola ai posti di sostegno o, relativamente alla scuola Primaria, ai posti di lingua, il docente deve esprimere nel modulo domanda con quale ordine di preferenza intende essere trattato.

Al comma 9) si prevede che prima di eseguire la mobilità gli Uffici scolastici assegneranno l’ambito di partenza per i docenti già di ruolo e in attesa di sede definitiva, ad eccezione del personale immesso nei ruoli ai sensi dell’art. 1, comma 98, lett. b) e c) della legge 107/2015 (nominati in ruolo con procedura nazionale), che non ha ottenuto titolarità su ambito territoriale.

All’art. 8– SEDI DISPONIBILI PER LE OPERAZIONI DI MOBILITÀ – vi segnaliamo: al comma 6) si prevede l’accantonamento, ai fini delle immissioni in ruolo autorizzate per l’a.s. 2017-18, del 60% delle disponibilità determinate al termine dei trasferimenti provinciali.

Al comma 7) si prevede, ai fini dell’effettuazione dei trasferimenti per scuole o per ambiti di provincia diversa da quella di titolarità, il limite del 30% delle disponibilità determinate al termine dei trasferimenti provinciali.

Al comma 8) si prevede l’attuazione della mobilità professionale del personale docente nel limite del 10% delle disponibilità determinate al termine dei trasferimenti provinciali.

Al comma 9) è stato precisato che il calcolo dei contingenti previsto nei commi precedenti si effettua con arrotondamento, all’unità successiva del resto decimale più alto. È stato altresì prevista nel caso di resto pari, l’assegnazione del posto alla mobilità territoriale.

Al comma 12) si prevede, per la mobilità professionale verso i posti delle nuove classi di concorso dei licei musicali previsti al comma 9) dell’art. 4, l’utilizzo del 50% di tutti i posti vacanti e disponibili e si prevede, in caso di posto unico o resto dispari, l’assegnazione del posto alla mobilità professionale.

All’art. 9– MODALITÀ DI INDICAZIONE DELLE SEDI DI ORGANICO – al comma 1) si prevede che ai fini dei trasferimenti e passaggi nella scuola dell’infanzia siano utilizzabili i posti dell’organico, di sostegno, di tipo speciali, i posti presso le scuole ospedaliere. Si puntualizza, altresì, che i posti dell’organico, di sostegno e di tipo speciale sono richiedibili mediante il codice di scuola sede di organico dei docenti. Analogamente per la scuola primaria, i posti di sostegno, di tipo speciale e i posti dell’organico sono richiedibili mediante indicazione del codice sede di organico docenti. Anche l’organico delle scuole secondarie di I e II grado è richiedibile con l’indicazione del codice sede di organico risultante dai bollettini.

Tale innovazione deriva dalla nuova impostazione dell’organico, per il quale l’Amministrazione, unilateralmente, ha stabilito che l’organico del personale docente avrà un codice unico, in attuazione del contenuto della legge 107/2015. In tal senso si ricorda che l’organico non è materia di contrattazione ma soltanto di informativa alle OO.SS., peraltro non ancora effettuata.

La novità riguarda particolarmente il personale docente della scuola secondaria di I e II grado che, precedentemente, esprimeva, ai fini del trasferimento a sezioni staccate o associate uno specifico codice.

All’art. 10– MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE AI CENTRI TERRITORIALI PER L’ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE DELL’ETÀ ADULTA DI CUI AL DPR 29 OTTOBRE 2012 N. 263 NELLA SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI I GRADO – al comma 3) si prevede che, in caso di indicazione di preferenza di tipo “ambito” o “provincia” non sia possibile includere le sedi di organico del CPIA richiesto, eventualmente situate in altre province; queste, invece, potranno essere richieste nelle cinque preferenze di scuola.

All’art. 11– MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE DELLE CATTEDRE E DEI POSTI CON TITOLARITÀ DI SCUOLA – CATTEDRE INTERNE ED ESTERNE – al comma 7) si precisa il caso di costituzione ex novo di una cattedra orario con completamento esterno da assegnare, ad uno dei docenti in servizio su cattedra nel corrente a.s. e si puntualizza che tale assegnazione avverrà in base alla graduatoria interna di istituto, con aggiornamento dei titoli al 31 agosto e con le precisazioni previste dall’art. 13, comma 3, lett. c) del CCNI. Si conferma, inoltre, come già previsto negli aa.ss. precedenti che, in presenza di più richieste volontarie di assegnazione alla cattedra orario esterne, i criteri di applicazione delle precedenze di cui all’art. 13, comma 1, sono demandati alla contrattazione di istituto.

All’art. 13– SISTEMA DELLE PRECEDENZE ED ESCLUSIONI DALLA GRADUATORIA INTERNA D’ISTITUTO – è stata prevista al punto IV la precedenza per assistenza al coniuge ed al figlio con disabilità; assistenza da parte del figlio referente unico al genitore con disabilità; assistenza da chi esercita la tutela legale, che nel CCNI 2016-17 era inserita quale precedenza V; inoltre al punto V è stata prevista la precedenza per il personale trasferito d’ufficio negli ultimi 8 anni richiedente il rientro nel comune di precedente titolarità, precedenza che lo scorso anno era inserita al punto IV. Inoltre sono state effettuate in tutto l’articolo, in relazione alle varie precedenze, modifiche che tengono conto del fatto che non esiste più, a seguito dell’accordo politico del 29/12, la preferenza di tipo sintetico “comune”, ma soltanto quella di tipo “scuola o ambito” e, ai fini dei trasferimenti interprovinciali, quella sintetica “provincia”. Inoltre, ai fini delle precedenze previste per il coniuge, è stata inserita anche la parte dell’unione civile, ai sensi della L. 76 del 20/5/2016.

All’art. 17– CONTENZIOSO – al comma 2) è stato previsto, in relazione alle controversie riguardanti le materie della mobilità, che gli interessati potranno fare richiesta di conciliazione, entro 10 gg dalla pubblicazione degli esiti della mobilità, all’Ufficio presso il quale hanno presentato domanda. In caso di conciliazione per trasferimenti verso province di diverse regioni, l’Ufficio Scolastico che ha ricevuto la domanda acquisisce la valutazione dell’USR relativo alla provincia richiesta. Il comma precisa, inoltre, che non verranno considerate altre forme di contestazione dell’esito del trasferimento, tranne quelle previste in sede di giustizia amministrativa o civile. Analogamente il comma 3) stabilisce che l’accesso agli atti relativi alle procedure di mobilità sia di competenza dell’ufficio presso il quale è stata presentata la domanda di mobilità, che acquisirà anche gli atti relativi a domande presentati presso altri uffici.

L’esito della mobilità verrà notificato a ciascun docente, compresi coloro che non hanno ottenuto il trasferimento.

All’art. 19– INDIVIDUZIONE PERDENTI POSTO NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA – è stato previsto, al comma 7), per l’individuazione delle situazioni di soprannumero relative all’organico dell’autonomia per l’a.s. in cui sono disposti i trasferimenti, in caso di concorrenza tra più insegnanti, che gli stessi siano considerati in soprannumero, ai fini del trasferimento d’ufficio in base al seguente ordine: 1) docenti a t.i., entrati a far parte dell’organico dell’autonomia o delle singole sedi di organico dei centri territoriali riorganizzati nei CPIA, con decorrenza dal precedente 1° settembre, per mobilità volontaria o per conferimento di incarico triennale; 2) docenti a t.i. entrati a far parte dell’organico dell’autonomia o delle singole sedi di organico dei centri territoriali riorganizzati nei CPIA, con decorrenza dagli anni scolastici precedenti a quello di cui al punto sopra o dal precedente 1° settembre, per mobilità d’ufficio o a domanda condizionata, anche se soddisfatti in una delle preferenze richieste.

È stata, inoltre, prevista l’esclusione da tali graduatorie dei docenti beneficiari delle precedenze di cui ai punti I, III, IV e VII dell’art. 13 del CCNI.

All’art. 21– INDIVIDUAZIONE PERDENTI POSTO NELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO – è stata prevista, al comma 11) una dizione analoga a quella utilizzata all’art. 19 comma 7), prevedendo, tra l’altro, anche l’esclusione dalle graduatorie dei docenti beneficiari delle precedenze di cui ai punti I, III, IV e VII dell’art. 13.

 

TABELLE DI VALUTAZIONE DEI TITOLI PERSONALE DOCENTE

Nella Tabella A) – TABELLA DI VALUTAZIONE DEI TITOLI – AI FINI DEI TRASFERIMENTI A DOMANDA E D’UFFICIO PER PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO, nella parte A1) – anzianità di servizio – al punto B) è stata prevista una valutazione di punti 6, ai soli fini della mobilità volontaria per ogni anno di servizio preruolo o di altro servizio di ruolo riconoscibile ai fini della carriera e per ogni anno di servizio preruolo o di altro servizio di ruolo prestato nella scuola dell’infanzia; rimane, invece, confermata per la mobilità d’ufficio la consueta valutazione, cioè punti 3, non essendo stata innovata, in alcun modo, la valutazione prevista dalla Tabella per la mobilità d’ufficio. Analoga modifica è stata attuata al punto B1) per i medesimi servizi prestati nelle piccole isole, ai fini del punteggio aggiuntivo.

Inoltre, nella Tabella B) – TABELLA DI VALUTAZIONE DEI TITOLI AI FINI DELLA MOBILITÀ PROFESSIONALE DEL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO, nella parte B1) – anzianità di servizio – al punto B) per il servizio preruolo o in altro ruolo riconosciuto o riconoscibile ai fini della carriera o servizio preruolo o di altro servizio di ruolo prestato nella scuola dell’infanzia e al punto B1) il punteggio aggiuntivo per il servizio prestato nelle piccole isole, è stato stabilito in ragione di punti 6 per ogni anno.

 

TITOLO II – PERSONALE EDUCATIVO

All’art. 28– DESTINATARI – al comma 1 si prevede che il trasferimento può essere richiesto per singole istituzioni, comuni o province, richiedendo non più di 9 province oltre a quella di titolarità.

Al comma 2) di tale articolo si precisa, inoltre, quanto segue: “per i movimenti relativi all’a.s. 2018/2019 l’Amministrazione si impegna a consentire a tale personale la presentazione delle domande e la relativa gestione in modalità digitale”.

All’art. 29– FASI DEI TRASFERIMENTI E PASSAGGI – si confermano, per il personale educativo, tre distinte fasi dei trasferimenti (comunale, provinciale e mobilità professionale/interprovinciale), nel limite del 50% delle disponibilità provinciali, considerato il personale in esubero.

 

TITOLO III – DISPOSIZIONI GENERALI PERSONALE ATA –

Vi segnaliamo che all’art. 34 – CAMPO DI APPLICAZIONE, DURATA E DECORRENZA – si prevede che alla mobilità può partecipare anche il personale che, per qualsiasi motivo, non abbia ancora la sede di titolarità, ivi compreso il personale della Croce Rossa e degli Enti di area vasta che transita nel comparto scuola nei ruoli ATA, ai sensi della legge 190/2014 (art. 1, comma 425), nel corso dell’a.s. 2016/2017.

Inoltre, all’art. 40 – SISTEMA DELLE PRECEDENZE ED ESCLUSIONE DALLA GRADUATORIA INTERNA DI ISTITUTO – in analogia a quanto effettuato per il personale docente all’art. 13 del CCNI, è stata prevista l’inversione delle precedenze IV e V, rispetto al CCNI per l’a.s. 2016-17.

All’art. 48 – SEZIONI ASSOCIATE (EX SEZIONI STACCATE O COORDINATE) – in analogia a quanto previsto all’art. 3, comma 7 per il personale docente, si è stabilito che, in caso di istituzioni scolastiche con sedi ubicate in comuni diversi rispetto a quello sede di organico, il personale sia assegnato a tali sedi “secondo le modalità e i criteri definiti dalla contrattazione di istituto”.

 

TABELLE DI VALUTAZIONE

Vi segnaliamo, altresì, la modifica effettuata nella Tabella all. E – TABELLE DI VALUTAZIONE DEI TITOLI E DEI SERVIZI, tab A di valutazione dei titoli ai fini dei trasferimenti a domanda, d’ufficio e della mobilità professionale del personale ATA – nella parte prima – Anzianità di servizio -, al punto B) è stato previsto, ai soli fini dei trasferimenti a domanda, la valutazione di ogni mese di servizio non di ruolo o altro servizio riconosciuto o riconoscibile a punti 2, con le precisazioni contenute nelle note 3 e 11 di tale tabella.

Nulla è stato innovato per i trasferimenti d’ufficio.

 

POSIZIONE DELLA DELEGAZIONE SNALS-CONFSAL NEL CORSO DELLA TRATTATIVA

La delegazione Snals-Confsal nel corso della lunga e serrata trattativa ha:

chiesto la coerenza e il rispetto dei contenuti dell’accordo politico del 29 dicembre 2016, che tra l’altro ha previsto per tutti i docenti la possibilità di esprimere 5 referenze puntuali di “scuola” e di superare il blocco triennale per i neo assunti;

dato il proprio contributo, nel complesso rifacimento del CCNI, perché lo stesso risultasse il più chiaro possibile;

chiesto, con forza ed ottenuto, che la contrattazione di istituto stabilisca criteri e modalità di assegnazione del personale docente ai posti disponibili nelle sedi e ai plessi scolastici diversi rispetto al comune sede di organico, salvaguardando le precedenze di cui all’art. 13 del CCNI;

condiviso l’esigenza di fornire alcune doverose precisazioni per l’effettuazione del contenzioso, anche in relazione al caos verificatosi nello scorso anno, nell’attivazione dei contenziosi del personale docente, a seguito dei noti errori dell’algoritmo;

chiesto ed ottenuto che, relativamente alla mobilità professionale verso le nuove discipline dei licei musicali, fosse rispettata la percentuale del 50% da destinarsi alla mobilità professionale, prevedendo, inoltre, che in caso di posto unico o dispari, tale unità sia attribuita alla mobilità professionale. La percentuale del 50% è stata attuata in quanto nella Sequenza contrattuale predisposta dalle parti e mai sottoscritta nell’a.s. 2016-17 (a seguito della mancata attribuzione dei posti delle specifiche discipline nell’organico di diritto di tale anno scolastico), era stata convenuta tale impostazione;

richiesto l’ampliamento delle preferenze interprovinciali esprimibili per gli istitutori (da 3 a 9 province);

ottenuto per gli istitutori, l’impegno del MIUR, che anche tali domande saranno attuate con procedura on line per l’a.s. 2018-19, non essendo possibile realizzare tale richiesta di parità di trattamento per le domande di mobilità per l’a.s. 2017-18, come richiesto dalla nostra delegazione;

per il personale ATA, chiesto con determinazione ed ottenuto, di prevedere la contrattazione di istituto per l’assegnazione alle sedi e ai plessi scolastici di comune diverso rispetto al comune sede di organico, salvaguardando le precedenze previste all’art. 40 del CCNI;

per il personale ATA, richiesto un trattamento paritario a quello previsto per il personale docente, prevedendo, in ogni caso, ai soli fini della mobilità a domanda, la valutabilità del servizio in altro ruolo o pre ruolo paritario a quello di ruolo, in tutti i casi, anche per il servizio prestato in qualifica appartenente ad area diversa. Purtroppo però, tale richiesta non è stata completamente accolta, in quanto per il servizio prestato in altra area la tabella di valutazione, nelle note, ha mantenuto la valutazione dimezzata, non innovando rispetto alla tabella di valutazione del 2016-17.;

richiesto all’Amministrazione di effettuare, con la massima tempestività, l’iter interno di verifica del testo sottoscritto e di inviare, con la massima tempestività, il testo dell’Ipotesi a Funzione Pubblica e MEF per la prevista verifica congiunta.

 

Ovviamente la nostra Delegazione seguirà, con il massimo impegno, che l’Amministrazione effettui tali adempimenti, con la massima urgenza, al fine di non dilazionare troppo la presentazione delle domande, a causa della lungaggine della trattativa, non certamente attribuibile al nostro sindacato o comunque alle parti sindacali, che si sono adoperate, sin dalle prime battute, per una accelerazione della trattativa.

Allegato

Audizione VII Commissione Cultura Camera dei Deputati (Deleghe L. 107/2015)

AUDIZIONE DELLO SNALS-CONFSAL ALLA CAMERA

SUI DECRETI LEGISLATIVI PREVISTI 
 DALLE DELEGHE LEGGE 107/2015

 

 

Lo Snals-Confsal intende, prima di formulare alcune considerazioni generali nonché osservazioni e richieste di integrazione sui singoli provvedimenti attuativi previsti dalla Legge 107/2015, ribadire il giudizio fortemente negativo sull’eccesso di delega contenuto nella legge stessa e rilevare il persistere della tendenza all’invasione del campo contrattuale, in particolare sugli oneri di lavoro che ricadranno sul personale, non quantificati e non riconosciuti né sul piano economico né sul piano del necessario potenziamento della dotazioni organiche.

Si evidenzia, inoltre, la necessità di una complessiva ricognizione dei diversi testi legislativi per un’armonizzazione delle diverse previsioni normative per garantirne omogeneità e compatibilità.

 

CONSIDERAZIONI GENERALI

Lo SNALS-CONFSAL ritiene che ogni intervento legislativo debba essere orientato a sostenere tre questioni prioritarie: l’affermazione della serietà degli studi, la restituzione del prestigio sociale dei docenti e la valorizzazione di tutto il personale.

Lo Snals-Confsal sostiene, infatti, la necessità che siano riaffermati i valori della serietà degli studi, dell’impegno, dei comportamenti responsabili, del merito e della promozione delle eccellenze. Solo così si potrà rimettere in moto un cambiamento reale per lo sviluppo del Paese, fondato sull’istruzione, sulla formazione, sulla ricerca e sulla scuola intesa come istituzione e non come semplice servizio.

L’istruzione ha bisogno di ampio respiro, di tempi lunghi e di riaffermare l’importanza di un sapere approfondito e critico, fondato sulle conoscenze e non immediatamente appiattito sulla conquista delle competenze spendibili nella socialità e nel mondo del lavoro, la cui rapida trasformazione non consente ora di immaginare ciò che sarà richiesto ai giovani nel prossimo futuro.

Sempre nell’ottica della qualità formativa, lo Snals-Confsal si è battuto per il ripristino delle votazioni espresse in numeri e del voto di condotta ed è contrario ad ogni ipotesi volta alla riduzione a quattro anni della scuola Secondaria Superiore. Decisione che comporterebbe un abbassamento del livello di istruzione degli studenti in uscita dal sistema di istruzione, con pesanti ricadute sulla qualità delle competenze di coloro che accedono agli ITS, all’Afam, all’Università e alla Ricerca.

Lo Snals-Confsal è convinto che la vera riforma è quella che rifonderà il sistema scolastico non su un generico diritto all’istruzione, ma su un concreto accesso, e fruizione, a un’istruzione di qualità, restituendo ai docenti l’autorevolezza e il prestigio sociale, riconosciuto anche  economicamente, facendo uscire l’insegnamento da un declassamento sociale dovuto a una scuola che non considerando il merito è, di fatto, falsamente inclusiva.

Non è, infatti, attraverso la promozione generalizzata o altri strumenti non condivisibili che si rende l’istruzione una leva fondamentale per l’uguaglianza delle opportunità, per contrastare la dispersione scolastica e universitaria, per promuovere l’inclusione e la mobilità sociale.

Va garantito un diffuso e concreto diritto allo studio a tutti gli studenti, ma questo va accompagnato con l’obbligo per gli stessi di studiare e di rendere produttiva la spesa pubblica, sia per il Paese sia per il destino personale di ciascun studente.

Non sono solamente i provvedimenti normativi che determinano la qualità della scuola, ma anche gli investimenti finanziari e soprattutto una nuova cultura, sostenuta dalla politica, dall’intera società e dalle famiglie, che riconosca la funzione istituzionale della scuola e il ruolo prioritario dei docenti e di tutto il personale.

 

OSSERVAZIONI E INTEGRAZIONI SUI SINGOLI DECRETI LEGISLATIVI

Si sintetizzano di seguito alcune osservazioni e proposte di modifica e integrazione su aspetti prioritari dei singoli schemi di decreti legislativi.

 

RIORDINO, ADEGUAMENTO E SEMPLIFICAZIONE DEL SISTEMA DI FORMAZIONE INIZIALE E DI ACCESSO AI RUOLI DI DOCENTE NELLA SCUOLA SECONDARIA PER RENDERLO FUNZIONALE ALLA VALORIZZAZIONE SOCIALE E CULTURALE DELLA PROFESSIONE (commi 180 e 181 lett. b) – ATTO 377

Un’ovvia osservazione preliminare è legata alla mancata adozione di norme uniformi dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di 2° grado: non essendo previste dalle deleghe, sarà necessario individuare gli strumenti opportuni.

La previsione di riordinare e aggiornare periodicamente le classi di concorso deve far riflettere sull’opportunità di una riflessione ponderata e approfondita sull’opportunità di formalizzare le modifiche in atto in quanto non esaustive dei problemi complessivi esistenti, anche per poter operare includendo nel provvedimento la indispensabile “fase transitoria”, attualmente non prevista.

Va introdotta una fase transitoria per il personale ITI, per il personale ITD con servizio, per il personale ITD incluso in 3° fascia e per gli attuali laureati. Ci si potrebbe limitare, per il prossimo anno scolastico, alla correzione dei “meri errori materiali”.

Si deve prestare molta attenzione al fatto che, per favorire l’utilizzo del personale, non si proceda a forzature nell’integrare la preparazione del personale tale da non garantire la necessaria qualità dell’insegnamento.

Occorre chiarire:

·  se il corso di specializzazione del primo anno di contratto è effettuato a cura delle università e/o anche dagli enti di formazione accreditati al MIUR;

·  se il superamento del corso sia requisito per la conferma per il 2° anno e che cosa potrebbe succedere se per motivi oggettivi e certificati il docente non abbia potuto frequentarlo completamente;

·  la modalità di retribuzione, pur permanendo qualche dubbio sul fatto che il contrattista possa effettuare supplenze, la cui durata massima non è prevista e che, dal terzo anno, possa anche coprire l’insegnamento su posti vacanti e disponibili.

Non si condivide la previsione che coloro che hanno conseguito il diploma di specializzazione, ma che non abbiano concluso positivamente il percorso triennale di formazione e di tirocinio, per qualsiasi ragione, sono riammessi alla parte residua previo superamento di un nuovo concorso.

In relazione alla disciplina transitoria:

· si condivide la necessità di indire un bando TFA, ma non si capisce la ragione di limitarlo ai casi per cui sono esaurite le GAE provinciali. In pratica, sembra bastare la GAE di una provincia per bloccare l’uscita del TFA per i relativi posti per tutto il territorio nazionale;

· va specificata e definita in modo congruo la percentuale di posti riservata agli abilitati e a chi ha 360 giorni di servizio che, oltre al non essere necessariamente continuativo, deve anche essere cumulabile tra i diversi insegnamenti eventualmente prestati. La quantificazione del requisito del servizio dovrebbe essere prevista con la dizione 360 giorni e/o 3 anni.

 

PROMOZIONE DELL’INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI STUDENTI CON DISABILITÀ E RICONOSCIMENTO DELLE DIFFERENTI MODALITÀ DI COMUNICAZIONE(comma 181 lett.c) –  ATTO 378

Si ritiene opportuno evidenziare:

· la difficoltà di rendere cogente ed esigibile con certezza quanto ipotizzato, in considerazione della pluralità di soggetti coinvolti. Basti pensare al MEF per la parte economica, agli enti locali, alla sanità, al lavoro … Da qui la difficoltà di garantire realmente, su tutto il territorio nazionale, uniformità e qualità dei servizi offerti;

· il problema della continuità didattica che non può aggravare, oltre quanto attualmente previsto, l’obbligo di permanenza obbligatoria sul sostegno, fermo restando che va definitivamente chiarito che, a questi fini, vale anche il servizio prestato come non di ruolo. Ciò non per negare il valore della continuità didattica, ma in considerazione del livello di stress che questa tipologia di prestazione produce al personale. Perplessità crea anche la creazione di “sezioni dei docenti per il sostegno didattico” da cui si esce per “passaggio e non per trasferimento”;

· tutte le problematiche connesse alle tematiche della formazione dovrebbero trovare una corretta collocazione, per l’individuazione delle soluzioni, all’interno del rinnovo del CCNL;

·  la necessità che si ponga un limite alle richieste, sia nei confronti dei docenti che del personale ATA, di prestazioni fuori dalle proprie competenze e mansioni, che non solo creano aggravi di lavoro ingiustificati, ma soprattutto pongono il personale in situazioni di rischio e di responsabilità ingiustificate di cui sono poi chiamati a rispondere;

· l’inaccettabilità di voler caricare di tali oneri il personale ATA, che opera in condizioni  di organico insufficiente anche per l’attività ordinaria,  nei confronti del quale si propone di tener conto del numero di studenti con disabilità ai fini della definizione della consistenza della dotazione organica d’istituto, pur nell’invarianza della complessiva dotazione organica;

· il rischio di un inaccettabile aggravio dell’impegno burocratico dei docenti per svolgere i diversi adempimenti richiesti. Già oggi il docente, di fatto, si trova a dedicare, in modo eccesivo, molte ore a riunioni e alla compilazione di documenti, progetti e verbali oltre all’attività di insegnamento con gli allievi;

·  la non condivisione dell’ipotesi di prevedere un coordinamento a livello di ambito territoriale che, per come è stato strutturato e costituito sul territorio, in frequenti casi è eterogeneo sotto molti aspetti, anche quello geografico-territoriale, e non è, quindi, sede idonea per coordinare (tra l’altro senza specificare con chi e con quali strumenti) una attività così delicata quale quella dell’inclusione scolastica dei soggetti con disabilità.

 

REVISIONE DEI PERCORSI DELL’ISTRUZIONE PROFESSIONALE, NEL RISPETTO DELL’ARTICOLO 117 DELLA COSTITUZIONE, NONCHÉ RACCORDO CON I PERCORSI DELL’ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE, ATTRAVERSO:

1) LA RIDEFINIZIONE DEGLI INDIRIZZI, DELLE ARTICOLAZIONI E DELLE OPZIONI DELL’ISTRUZIONE PROFESSIONALE;

2) IL POTENZIAMENTO DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE LABORATORIALI ANCHE ATTRAVERSO UNA RIMODULAZIONE, A PARITÀ DI TEMPO SCOLASTICO, DEI QUADRI ORARI DEGLI INDIRIZZI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL PRIMO  BIENNIO;…” (comma 181 lett. d) – ATTO 379

Non si condivide:

·         la previsione di utilizzo del personale per “assi disciplinari”, soprattutto non essendo chiaro come si coniuga con il necessario rispetto della titolarità con riferimento alla classe di concorso di nomina;

·         l’aggravio di lavoro dei docenti legato alla definizione e all’attuazione del piano formativo individuale, nonché per la progettazione e attuazione delle modalità di accompagnamento e di sostegno dello studente nel passaggio tra diversi sistemi formativi;

·   l’introduzione dei contratti d’opera;

·   la determinazione delle cattedre da parte delle istituzioni scolastiche e degli USR con, per di più, il vincolo di non determinare soprannumero nel relativo ambito territoriale.

Non sono chiare le modalità di passaggio al percorso liceale o tecnico degli studenti. Anche il passaggio tra FP ed IeFP appare inutilmente complesso.

ISTITUZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI EDUCAZIONE E DI ISTRUZIONE DALLA NASCITA FINO A SEI ANNI, COSTITUITO DAI SERVIZI EDUCATIVI PER L’INFANZIA E DALLE SCUOLE DELL’INFANZIA, AL FINE DI GARANTIRE AI BAMBINI E ALLE BAMBINE PARI OPPORTUNITÀ DI EDUCAZIONE, ISTRUZIONE, CURA, RELAZIONE E GIOCO, SUPERANDO DISUGUAGLIANZE E BARRIERE TERRITORIALI, ECONOMICHE, ETNICHE E CULTURALI, NONCHÉ AI FINI DELLA CONCILIAZIONE TRA TEMPI DI VITA, DI CURA E DI LAVORO DEI GENITORI, DELLA PROMOZIONE DELLA QUALITÀ DELL’OFFERTA EDUCATIVA E DELLA CONTINUITÀ TRA I VARI SERVIZI EDUCATIVI E SCOLASTICI E LA PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE (comma 181 lett. e) – ATTO 380

Si ritiene opportuno inserire esplicitamente il principio che il percorso del sistema integrato 0 – 6 anni ha una logica di continuità nel complessivo percorso di educazione e istruzione 0 – 18.

In considerazione dello sviluppo, che giustamente viene proposto per il segmento 3 – 6 e per le sezioni primavera, si ritiene necessario che anche questo segmento scolastico venga dotato di un organico aggiuntivo di potenziamento, ad integrazione delle quantità complessive già previste dalla legge 107/2015 e assegnate alle istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo per il corrente anno scolastico.

 

EFFETTIVITÀ DEL DIRITTO ALLO STUDIO ATTRAVERSO LA DEFINIZIONE DELLE PRESTAZIONI, IN RELAZIONE AI SERVIZI ALLA PERSONA CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE CONDIZIONI DI DISAGIO E AI SERVIZI STRUMENTALI, NONCHÉ POTENZIAMENTO DELLA CARTA DELLO STUDENTE (commi 180 e 181, lett f) – ATTO 381

Non vi sono particolari osservazioni.

 

PROMOZIONE DELLA CULTURA UMANISTICA, SULLA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO E DELLE PRODUZIONI CULTURALI E SUL SOSTEGNO DELLA CREATIVITA’ (commi 180 e 181, lett. g) – ATTO 382

Non vi sono particolari osservazioni.

 

 

DISCIPLINA DELLE SCUOLE ITALIANE ALL’ESTERO (commi 180 e 181, lett. h) – ATTO 383

Lo schema di decreto legislativo dispone all’art. 2, comma 1, che: “il sistema della formazione italiana nel mondo favorisce la centralità del modello educativo e formativo della scuola italiana…” e al comma 2 che “Il sistema della formazione italiana nel mondo ha come obiettivo fondamentale la diffusione e la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo…

Lo Snals-Confsal ritiene necessario, affinché si realizzi un sistema della cultura italiana all’estero, che venga promossa la diffusione della lingua e della cultura italiana nei Paesi emergenti anche in base alla cresciuta domanda di conoscenza della lingua italiana nel mondo. E’, quindi, necessario che la nostra scuola statale all’estero mantenga le sue peculiarità, come previsto dal vigente art. 627 del D.lgs. 297/1994.

Il modello delineato dallo schema di decreto (artt.1-5), invece, non mantiene tale peculiarità, ma trasforma, di fatto, queste istituzioni scolastiche in scuole amministrate dallo Stato, infatti:

·   all’art. 3, comma 1, lettera a, le scuole amministrate dallo Stato non sono più definite “statali”;

·   all’art 4, comma 3 vengono coinvolte le rappresentanze diplomatiche senza precisare che il loro parere  non può incidere sulla sfera didattica del collegio dei docenti;

· all’art.30, comma 2 viene previsto che ”… un numero limitato di insegnamenti obbligatori nell’ordinamento italiano può essere affidato a personale italiano o straniero …” in sostituzione del personale a tempo indeterminato. Da cui ne consegue:

–      che non  viene garantito  uno standard di insegnamento qualificato agli alunni  e il diritto alla formazione e all’istruzione in linea con quanto garantito in territorio metropolitano;

–      di fatto viene soppresso definitivamente  l’art. 40 del CCNL..

A questo proposito è necessario ricordare che l’accordo sottoscritto tra il Governo e le  OO.SS. in data 30 novembre u.s., prevede (punto 1)  “l’impegno del Governo  alla definizione di un intervento legislativo volto a promuovere il riequilibrio  a favore della contrattazione del rapporto tra le fonti che disciplinano il rapporto di lavoro “privilegiando la fonte contrattuale  quale luogo naturale per la disciplina del rapporto di lavoro”. Lo Snals -Confsal chiede, pertanto, che vengano soppresse dallo schema di decreto legislativo tutte le disposizioni inerenti la materia contrattuale vigente, (artt.18/26 dello schema di decreto) i cui temi dovranno essere affrontati nell’imminente rinnovo contrattuale.

 

ADEGUAMENTO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI VALUTAZIONE E CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE DEGLI STUDENTI, NONCHÉ DEGLI ESAMI DI STATO, ANCHE IN RACCORDO CON LA NORMATIVA VIGENTE IN MATERIA DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE, ATTRAVERSO:

1)  LA REVISIONE DELLE MODALITÀ DI VALUTAZIONE E CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE DEGLI STUDENTI DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE, METTENDO IN RILIEVO LA FUNZIONE FORMATIVA E DI ORIENTAMENTO DELLA VALUTAZIONE, E DELLE MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL’ESAME DI STATO CONCLUSIVO DEL PRIMO CICLO;

2)  LA REVISIONE DELLE MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DEGLI ESAMI DI STATO RELATIVI AI PERCORSI DI STUDIO DELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO IN COERENZA CON QUANTO PREVISTO DAI REGOLAMENTI DI CUI AI DECRETI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 MARZO 2010, NN. 87, 88 E 89  (comma 181 lett. i)  – ATTO 384

Si prende atto, con soddisfazione, che nella stesura attuale del decreto legislativo non compaiono più quegli aspetti inaccettabili presenti nella prima bozza relativi in particolare:

·    al ripristino dei giudizi valutativi espressi in lettere;

·   alla valutazione del comportamento tramite indicatori e non voti. Non si condivide l’appiattimento delle valutazioni che si verifica comprimendole in cinque livelli di giudizio rispetto ai dieci attuali;

· al fatto che, per la scuola primaria, la non ammissione alla classe successiva veniva consentita solamente in caso di mancata frequenza, il che corrispondeva ad un passaggio generalizzato alle classi successive.

Operazioni di preparazione all’avvio alla mobilità 2017-18 – Emanata nota MIUR

Vi comunichiamo che, in data 7 febbraio 2017, il MIUR ha emanato la nota 5177, avente per oggetto: “Operazioni propedeutiche all’avvio alla mobilità 2017-18”.

Tale nota, inviata ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali e illustrata alle OO.SS. nell’incontro del 7 febbraio relativo all’assegnazione dei docenti dagli ambiti territoriali alle scuole, comunica agli Uffici periferici che, in data 31 gennaio 2017, è stata sottoscritta l’Ipotesi di CCNI per la mobilità del personale della scuola per l’a.s. 2017-18.

Nelle more della stipula definitiva del CCNI, il Ministero chiede agli Uffici di effettuare alcuni interventi necessari e propedeutici all’apertura delle funzioni POLIS per l’inoltro delle domande di mobilità, da parte degli interessati, e la necessità di una tempestiva programmazione di alcune operazioni necessarie per la gestione della procedura di mobilità.

La nota segnala che la costituzione dell’organico per l’a.s. 2017-18 determinerà l’unico organico dell’autonomia scolastica in tutte le istituzioni statali e prevederà, ai sensi del DPR 19/2016, la modifica delle classi di concorso della scuola secondaria.

Pertanto, prima della presentazione delle domande di trasferimento, il gestore del sistema SIDI effettuerà, (come già preannunciato dalla nota n° 237 del 31 gennaio, emanata dalla DGCASIS), l’assegnazione in automatico dei docenti della scuola secondaria sulle nuove classi di concorso e su un’unica sede di organico per ciascuna autonomia scolastica, con l’eccezione delle sezioni speciali, (carcerarie, ospedaliere, sperimentali e per l’istruzione degli adulti).

In conseguenza di tale aggiornamento saranno temporaneamente chiuse, entro la metà di febbraio, in base alle indicazioni della DGCASIS le funzioni di anagrafe scuola, relative al dimensionamento e verranno, altresì, rese disponibili le funzioni per le definizioni delle sedi di organico degli istituti secondari.

Sarà effettuata una ipotesi pre-caricata della sede di organico di ogni autonomia, che potrà essere confermata o variata e permetterà la stampa degli elenchi, finalizzata alla pubblicazione delle sedi individuate. Tale individuazione di sedi di organico dovrà concludersi entro fine febbraio, data oltre la quale saranno chiuse le funzioni di anagrafe e di fascicolo personale, per effettuare il passaggio della procedura automatica di modifica di titolarità e di aggiornamento della classe di concorso di ciascun docente della scuola secondaria, con l’eccezione di coloro che cesseranno dal servizio dal 1° settembre 2017. È prevista, dalla nota emanata, una informativa sindacale da parte degli Uffici scolastici.

Prima di tale aggiornamento e, comunque, prima dell’apertura delle funzioni per le domande di mobilità gli uffici procederanno ad assegnare una sede di “ambito” a tutti i docenti ancora titolari del codice provincia che, diversamente, non potrebbero produrre domanda di trasferimento. Di tali docenti il Miur fornirà un elenco agli uffici competenti.

La nota evidenzia che le operazioni di riassegnazione automatica dei docenti della scuola secondaria sull’unica sede di organico saranno successive alle operazioni di recepimento dei dimensionamenti scolastici, che saranno effettuati con i precedenti codici sede.

Inoltre, la nota prevede che i docenti immessi nei ruoli, ai sensi dell’art. 1, comma 98, lett. b) e c) della legge 107/2015, (a seguito della procedura nazionale), che con la mobilità 2016-17 non abbiano ottenuto un ambito territoriale di titolarità, partecipano solo alla mobilità tra province diverse e, pertanto, gli Uffici non modificheranno le loro attuali posizioni nel fascicolo personale; di tali docenti il Miur fornirà un elenco, da verificare e a cui apportare eventuali rettifiche, agli Uffici territoriali. Successivamente all’aggiornamento automatico delle titolarità saranno riattivate le funzioni di anagrafe che definiranno le catene di prossimità tra le scuole di uno stesso ambito e di un medesimo grado di istruzione, indispensabili per l’associabilità delle cattedre orario esterne e per la mobilità d’ufficio del personale; le stesse dovranno essere completate dagli UU.SS.RR. prima della chiusura di acquisizione degli organici e di quelle delle domande di mobilità dei vari ordini di scuola e saranno pubblicate prima dell’esecuzione del movimento.

La nota segnala, altresì, la specificità della mobilità professionale per i docenti utilizzati sugli insegnamenti caratterizzanti dei licei musicali, a seguito dell’introduzione delle specifiche classi di concorso. Tali operazioni, che saranno attuate dagli Uffici territoriali competenti, si dovranno concludere in tempo utile per consentire la disponibilità dei posti liberati da quanti avranno ottenuto il passaggio nei ruoli dei licei, ai fini dei movimenti della scuola secondaria di I grado. In conseguenza di ciò, entro la presumibile data della metà del mese di maggio p.v., occorrerà che gli uffici procedano alla definizione degli organici delle specifiche classi di concorso nei licei musicali, con una apposita funzione fornita dal SIDI; entro tale data dovrebbero essere pubblicati gli esiti dei passaggi di ruolo di tale personale docente. È prevista anche su tali argomenti una specifica informativa sindacale.

La nota evidenzia che, per le immissioni in ruolo su tali classi di concorso, la percentuale prevista è del 50%, mentre per tutte le classi di concorso è del 60%.

Infine la nota, che si riserva di inviare un cronoprogramma complessivo degli adempimenti propedeutici all’avvio regolare dell’a.s. 2017-18, evidenzia che per l’a.s. 2017-18, vi sarà un’unica fase del movimento per ciascun ordine e grado di istruzione e, quindi, si dovrà procedere alla convalida delle domande di mobilità in un unico periodo.

In previsione della consistenza delle domande e della modifica dei punteggi di valutazione del servizio pre-ruolo, ai sensi dell’Ipotesi di CCNI, la nota chiarisce che le funzioni relative all’acquisizione dell’organico della scuola Primaria e dell’Infanzia, ai fini della mobilità, si chiuderanno per prime, come già negli altri anni scolastici.

Supplenze temporanee dei collaboratori scolastici, degli assistenti amministrativi e degli assistenti tecnici

Alla dirigente regionale
dott.ssa Delia Campanelli
USR LOMBARDIA

 

I vincoli e i divieti imposti dalla legge di stabilità 2015 (art. 1 comma 332 della legge 190/14) alla stipula di contratti di supplenza temporanea per la sostituzione dei collaboratori scolastici (al di sotto dei sette giorni), degli assistenti amministrativi e degli assistenti tecnici senza limiti all’assenza, stanno determinando emergenze all’interno delle scuole.

In particolare il divieto assoluto di sostituzione di assenze degli Assistenti Amm.vi (salvo sotto i tre posti in organico) e degli Assistenti Tecnici.

La nota 24011 del 29 dicembre 2016 (allegata) del direttore regionale del Veneto,  sollecitata dalle numerosissime segnalazioni dei dirigenti scolastici in merito alle enormi difficoltà a garantire il servizio nel  caso di assenze prolungate,   risponde indicando la possibilità di  poter procedere alla sostituzione del personale amministrativo/tecnico assente con atto motivato nell’interesse pubblico.

Le chiediamo la disponibilità ad emanare indicazioni ai dirigenti scolastici che possano evitare di compromettere il servizio e l’interesse pubblico delle funzioni amministrative e tecniche delle scuole.

SNALS – FLC CGIL – CISL SCUOLA
UIL SCUOLA – FGU GILDA LOMBARDIA

 

 

Incontro al MIUR sulla mobilità: raggiunto un accordo “politico” sulle linee portanti del CCNI

sottoscritta il 29 dicembre
un’intesa “politica” sulla mobilità

L’adozione da parte della Ministra, sen. Fedeli, di un costruttivo metodo di confronto con le OO.SS. ha portato alla sottoscrizione  di un intesa “politica” sulla mobilità del personale docente da cui partire per la stesura del CCNI sulla mobilità per l’anno scolastico 2017-18.

Sia la Ministra che i rappresentanti delle OO.SS. rappresentative del comparto scuola, si sono mosse nella logica dell’accordo sottoscritto presso il dipartimento della Funzione Pubblica a livello confederale, per noi dalla CONFSAL. Infatti in quella sede, oltre a porre le basi per l’avvio dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego, tra l’altro, si era convenuto:

  • di “promuovere il riequilibrio, a favore della contrattazione, del rapporto tra le fonti che disciplinano il rapporto di lavoro per una ripartizione efficace ed equa delle materie di competenza e degli ambiti di azione della legge e del contratto. In questo contesto si conveniva di privilegiare la contrattazione quale luogo naturale per la disciplina del rapporto di lavoro, dei diritti e delle garanzie dei lavoratori, nonché degli aspetti organizzativi a questi direttamente pertinenti;
  • di individuare ambiti di partecipazione sindacale per nuove e piene relazioni sindacali.

 

Il documento sottoscritto, pur non recependo tutte le istanze di cui lo SNALS-CONFSAL era portatore, realizza di fatto un superamento per molti aspetti di alcuni degli inaccettabili vincoli previsti dalla legge 107/2015; infatti, nella logica di fissare pari condizioni tra gli aspiranti alla mobilità, consente:

  • a tutti di produrre domanda di mobilità provinciale e/o interprovinciale, anche su più province, superando il vincolo di permanenza triennale nella provincia;
  • a tutti gli aspiranti alla mobilità, sia provinciale che interprovinciale, di utilizzare all’interno delle 15 preferenze che si possono esprimere, non solo la preferenza relativa agli ambiti, come previsto dalla legge 107 per tutti da quest’anno, ma anche la preferenza di scuola con un tetto massimo di un terzo (fino a 5);
  • di poter produrre, in ambito provinciale, domanda di trasferimento da ambito a scuola, ivi comprese per le scuole comprese nell’ambito, sia viceversa;
  • di utilizzare per la mobilità interprovinciale fino al 30% dei posti vacanti e disponibili, anziché il 25% come previsto dalle norme vigenti. Non vi è più, infatti, il regime di mobilità straordinaria che era limitato a un solo anno;
  • la necessaria tutela dei docenti che dovessero risultare in esubero nella propria scuola.

 

L’intesa sottoscritta prevede inoltre di definire procedure e modalità per la mobilità da ambito a scuola sulla base, in un quadro di requisiti stabiliti a livello nazionale, di scelte operate dal Collegio dei Docenti. Si dovrà pervenire, a tal fine, ad un accordo separato e parallelo da sottoscrivere contestualmente al contratto sulla mobilità.

Quanto sopra dovrà essere alla base del CCNI sulla mobilità per il quale è previsto l’avvio della contrattazione presumibilmente il 10 gennaio sulla base di una bozza predisposta dall’amministrazione.

 

 

Atto di indirizzo del MIUR per il 2017

ATTO di INDIRIZZO
concernente l’individuazione delle priorità politiche

del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
per l’anno 2017

INDICE

Priorità politica 1
MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA SCOLASTICO: FORMAZIONE INIZIALE/RECLUTAMENTO, FORMAZIONE IN SERVIZIO, AUTONOMIA E VALUTAZIONE

Priorità politica 2
INCLUSIONE SCOLASTICA: PER UN’OFFERTA FORMATIVA PERSONALIZZATA E INCLUSIVA

Priorità politica 3
POTENZIAMENTO E MIGLIORAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA ATTRAVERSO L’INNO­VAZIONE DIDATTICA IN UNA DIMENSIONE INTERNAZIONALE

Priorità politica 4
ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA NAZIONALE PER LA RICERCA

Priorità politica 5
AUTONOMIA RESPONSABILE DELLE ISTITUZIONI DELLA FORMAZIONE SUPERIORE E DELLA RICERCA

Priorità politica 6
INVESTIRE SUL CAPITALE UMANO NEL SETTORE DELLA FORMAZIONE SUPER/ORE IN UNA PROSPETTIVA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE E DI SEMPLIFICAZIONE DELLE NORME

Priorità politica 7
INNOVAZIONE DIGITALE

Priorità politica 8
EDILIZIA SCOLASTICA

Priorità politica 9
PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE, TRASPARENZA E MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEI SERVIZI EROGATI

Il presente Atto di indirizzo per l’anno 2017, individua le priorità politiche con le relative aree di intervento aggiornate ed integrate sulla base delle nuove finalità da perseguire.

Priorità politica 1
MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA SCOLASTICO: FORMAZIONE INIZIALE/RECLUTAMENTO, FORMAZIONE IN SERVIZIO, AUTONOMIA E VALUTAZIONE

Proseguire nel processo di implementazione e completa attuazione della legge n° 107 del 2015. Ridefinire il rapporto funzionale tra formazione iniziale e reclutamento del personale docente. Dare piena attuazione al Piano nazionale per la formazione dei docenti e al sistema di formazione per favorire la crescita e lo sviluppo professionale di tutto il personale della scuola. Valorizzare tutto il personale che lavora nel sistema di istruzione e formazione anche attraverso lo strumento del rinnovo dei contratti nazionali. Sostenere il processo di consolidamento dell’autonomia scolastica e del sistema nazionale di valutazione, ottimizzare l’utilizzazione dell’organico dell’autonomia. Dare stabilita e certezza di governance agli istituti scolastici attraverso lo svolgimento dei concorsi per dirigente scolastico (DS) e direttore dei servizi (DSGA). Avviare la costituzione di un sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni. Rivedere i percorsi dell’istruzione professionale e raccordarli con i percorsi dell’istruzione e della formazione professionale nella prospettiva della implementazione di un compiuto sistema duale.

1 Prot. n. 0000070-23/12/2016 – Questo documento è la trascrizione testuale, ottenuta tramite riconoscimento OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) da parte del dirigente Alberto Ardizzone dall’originale pubblicato sul sito del MIUR il 23 dicembre 2016.

Priorità politica 2
INCLUSIONE SCOLASTICA: PER UN’OFFERTA FORMATIVA PERSONALIZZATA E INCLUSIVA

Incentivare, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie, culture e prassi inclusive finalizzate al successo formativo di tutti gli alunni e studenti, con particolare attenzione a quelli con disabilità, disturbi specifici dell’apprendimento e in situazioni di svantaggio socio-economico, linguistico e culturale. Integrare gli alunni stranieri e sostenere le classi multiculturali.Ridurre il fenomeno della dispersione scolastica; attivare azioni rivolte al benessere, ai corretti stili di vita e alla buona convivenza degli studenti e alla prevenzione del disagio giovanile, in particolare con riferimento alla parità di genere, ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo e alla lotta alle dipendenze da droga e alcool. Garantire l’effettiva fruizione del diritto allo studio su tutto il territorio nazionale.

Priorità politica 3
POTENZIAMENTO E MIGLIORAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA ATTRAVERSO L’INNOVAZIONE DIDATTICA IN UNA DIMENSIONE INTERNAZIONALE

Migliorare e potenziare i risultati di apprendimento degli studenti attraverso processi di innovazione didattica anche in un’ottica internazionale. Sostenere in modo sistematico la flessibilità scolastica curricolare attraverso formati e modelli didattici innovativi e aperti. Realizzare il collegamento tra l’acquisizione delle competenze di cittadinanza al concetto di cittadinanza globale, legando lo sviluppo delle competenze alla piena comprensione delle sfide globali.Potenziare, espandere e valorizzare l’alternanza scuola-lavoro e l’apprendistato, quali momenti essenziali nell’ottica di orientamento, apprendimento permanente e sviluppo dell’occupazione per gli studenti degli istituti secondari di secondo grado appartenenti al sistema nazionale di istruzione. Rafforzare la filiera tecnico-scientifica comprensiva della formazione tecnica superiore.

Priorità politica 4
ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA NAZIONALE PER LA RICERCA

Dare efficace attuazione alla strategia del Programma Nazionale per la Ricerca e alla programmazione europea attraverso una sinergia virtuosa con Regioni e stakeholders del sistema ricerca, in particolare, con riferimento agli EPR, alle università e alle infrastrutture tecnologiche e scientifiche territoriali. Avviare gli strumenti di partenariato strategico tra ricerca e sistema delle imprese in un’ottica di piena collaborazione con i territori.

Priorità politica 5
AUTONOMIA RESPONSABILE DELLE ISTITUZIONI DELLA FORMAZIONE SUPERIORE E DELLA RICERCA

Favorire la capacità delle istituzioni della formazione superiore di elaborare e realizzare una programmazione strategica che valorizzi la didattica e gli interventi di ampliamento e innovazione dell’offerta formativa e le priorità autonomamente definite dagli istituti stessi, coerentemente con le linee di indirizzo definite a livello ministeriale. Semplificare – sul modello di quanto approvato per gli Enti Pubblici di Ricerca con il d.lgs. n° 218/2016, ossia di una semplificazione di carattere generale determinata dall’autonomia budgetaria – l’attuale quadro normativo che regola il funzionamento del sistema universitario. Garantire l’accesso alla formazione post-secondaria, universitaria e non, degli studenti bisognosi e meritevoli mediante l’attuazione delle disposizioni contenute nella legge di bilancio per il 2017 e nel decreto legislativo n° 68/2012. Dare piena attuazione alla riforma dell’autonomia degli Enti Pubblici di Ricerca mediante la creazione di appositi strumenti di programmazione e monitoraggio e l’applicazione di idonei sistemi di valutazione. Intervenire, consolidandola e aggiornandola, sull’autonomia del sistema AFAM dando piena realizzazione, mediante appositi regolamenti, a quanto previsto dalla legge n° 508/1999, in particolare, reclutamento, governance, distribuzione territoriale e offerta formativa.

Priorità politica 6
INVESTIRE SUL CAPITALE UMANO NEL SETTORE DELLA FORMAZIONE SUPER/ORE IN UNA PROSPETTIVA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE E DI SEMPLIFICAZIONE DELLE NORME

Promuovere il diritto allo studio nel sistema della formazione superiore e la mobilità di studenti e docenti incentivando la crescita e l’internazionalizzazione dell’intero sistema della formazione superiore mediante l’impiego di appositi strumenti e indicatori (anche attraverso il rinnovo dell’Osservatorio nazionale per il diritto allo studio universitario ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. n° 68/2012). Semplificare le figure pre-ruolo del sistema universitario garantendo il merito e favorendo al tempo stesso l’ingresso dei giovani nel mondo della ricerca; intervenire aggiornando le norme che regolano il dottorato di ricerca, differenziando le specificita delle diverse aree disciplinari e favorendo la costituzione di Scuole dottorali caratterizzate da principi innovativi in armonia con il quadro europeo. Definire in maniera condivisa nuove linee programmatiche e contenuti in vista del rinnovo del contratto del personale degli EPR. Riallineare, compatibilmente con le risorse finanziarie, le dinamiche retributive dei professori e dei ricercatori dell’università previste dalla normativa attuale.

Priorità politica 7
INNOVAZIONE DIGITALE

Proseguire nell’attuazione del processo di innovazione tecnologica del sistema nazionale di istruzione, in coerenza con i principi del Piano Nazionale per la Scuola Digitale, nell’ambito della sviluppo delle infrastrutture materiali e immateriali, della metodologia didattica, delle competenze e della gestione amministrativa delle istituzioni scolastiche.

Priorità politica 8
EDILIZIA SCOLASTICA

Proseguire nell’opera di riqualificazione del patrimonio edilizio destinato all’istruzione sotto il profilo della sicurezza dell’agibilità e della funzionalità, portando avanti il piano nazionale attivato nel 2014.

Priorità politica 9
PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE, TRASPARENZA E MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEI SERVIZI EROGATI

Realizzare azioni volte a garantire una maggiore compliance alla normativa in materia di anticorruzione e trasparenza attraverso lo sviluppo dei piani e delle misure di prevenzione e repressione della corruzione a tutti i livelli. Migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi. Informatizzare e semplificare i sistemi amministrativi e le procedure. Riordinare e coordinare le disposizione legislative in materia di sistema nazionale di istruzione e formazione finalizzando nel contempo l’azione alla informatizzazione e semplificazione dei sistemi amministrativi e delle procedure e al miglioramento dell’efficienza e della qualità dei servizi.

IL MINISTRO
Sen. Valeria Fedeli