Corso di preparazione al Concorso docenti 2016 organizzato dalla Segreteria SNALS di Brescia

Lezioni in presenza e materiali
in preparazione al Concorso

Gentili Colleghi,

Vi inviamo il link dal quale è possibile evincere il programma del corso di preparazione al concorso che abbiamo attivato:

www.snalsbrescia.it/home/Concorso-docenti-2016

La data di inizio è fissata per sabato 20 febbraio 2016 alle ore 15,30 c/o l’istituto Abba-Ballini di via Milziade Tirandi, 3, Brescia.

Il costo totale è fissato in 100 euro per gli iscritti e in 800 euro per i non iscritti. Nel costo sono compresi le lezioni in presenza e i materiali che i relatori metteranno a disposizione.

Pertanto, per motivi organizzativi, Vi invitiamo, entro venerdì 19 febbraio 2016, a regolarizzare l’iscrizione al corso presso le nostre sedi.

Ulteriori aggiornamenti del programma del corso ed eventuali variazioni delle date, saranno sempre visionabili accedendo al link sopra riportato.

Cordiali saluti

Segreteria Provinciale SNALS Brescia

 

Formazione iniziale dei docenti
e accesso all’insegnamento

Il primo incontro con l’Amministrazione
del 5 novembre 2015

I rappresentanti del MIUR, dopo aver precisato che l’incontro era solo il primo e che ce ne saranno altri in progress, hanno introdotto il tema facendo alcune considerazioni, che si possono così sintetizzare:

  • si definirà un percorso che sostituisce tutto il sistema di reclutamento anche per i passaggi relativi al conseguimento dell’abilitazione. Complessivamente si arriva ad un percorso di 8 anni (5+3);
  • l’attuazione concreta del nuovo percorso dovrà essere preceduta dall’individuazione delle risorse finanziarie necessarie per la indispensabile copertura economica;
  • il nuovo percorso triennale post-laurea ha una valenza formativa complessiva che non permette di suddividere una parte abilitante (diploma di specializzazione) dai successivi due anni;
  • si dovranno sciogliere diversi nodi tra cui quelli relativi alle nuove modalità di prestazione lavorativa prevista (apprendistato/tirocinio). Al riguardo ci dovrà essere un decreto legislativo a cui dovrà seguire una specifica contrattazione su retribuzione, orario di servizio e funzioni;
  • dovrà essere prevista una fase transitoria, sia con la realizzazione di concorsi ordinari secondo le vigenti normative, sia per chi ha già superato un percorso abilitante;
  • i candidati che superano il concorso per l’accesso, che sarà a numero programmato, avranno il percorso universitario del primo anno pagato dallo Stato;
  • problema delle abilitazioni conseguite all’estero;
  • i docenti che, volendolo, non vorranno concorrere per i posti a numero programmato o che non rientreranno nello stesso, potranno conseguire la specializzazione con oneri economici a loro carico e potranno utilizzare tale titolo per l’accesso alle scuole paritarie;
  • si dovrà evitare il crearsi di un “mercato” dei crediti formativi.

La delegazione dello SNALS-Confsal ha colto l’occasione per denunciare l’assoluta insufficienza e carenza delle relazioni sindacali evidenziatasi con gli articoli di stampa che hanno riportato notizie del prossimo concorso, in relazione al quale non vi è stata alcuna informativa alle organizzazioni sindacali. Ha poi sviluppato un intervento che ha, preliminarmente, denunciato le scelte sbagliate compiute con la legge 107 riguardo l’esclusione dal piano straordinario di assunzioni di molte categorie di personale, docente e ATA, sottolineando, per l’interconnessione con i temi oggetto della delega, quelle relative al personale abilitato non compreso nelle GaE e a quello della scuola dell’Infanzia, abbracciato tutte le tematiche oggetto della discussione e ha sottolineato, in particolare, alcuni aspetti relativi:

  • all’inaccettabile lunghezza del nuovo percorso che, unita ad una retribuzione esigua, non rende certo appetibile ai giovani laureati la carriera dell’insegnamento;
  • l’eccessiva differenziazione della durata dei percorsi tra scuola dell’Infanzia e Primaria da un lato e scuola Secondaria dall’altro;
  • l’inaccettabile assenza nella proposta di ogni riferimento alla figura dei docenti tecnico pratici che sono sistematicamente ignorati in ogni provvedimento del Ministero, pur facendo a pieno titolo parte della docenza. Come si attiverà il reclutamento degli ITP?
  • alla, non condivisibile, soppressione di fatto della mobilità professionale tra scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria;
  • l’assoluta necessità di una congrua fase transitoria, con particolare attenzione per chi è già in possesso dell’abilitazione e che è stato ingiustamente escluso dal piano di assunzioni previsto dalla legge 107/2015;
  • ad errori esistenti nella formulazione del testo, ove spesso si usano termini diversi per le medesime attività (abilitazione/specializzazione, tirocinio/apprendistato…) o si fa riferimento a commi della legge che non riguardano gli aspetti a cui si riferiscono (vedi comma 181 – lett. b) punto 4, che in relazione alla valutazione del periodo di tirocinio, fa riferimento ai commi 63 e 85 che non c’entrano minimamente);
  • alla necessità del rinnovo contrattuale, anche per gli aspetti connessi a questi provvedimenti, in cui inserire in modo coerente le novità necessarie;
  • all’opportunità di realizzare, a breve, una revisione delle Classi di concorso quando al punto 6 si prevede, in attuazione della delega, “il riordino delle classi disciplinari di afferenza dei docenti e delle classi di laurea magistrale…” Al riguardo ha chiesto di chiarire se il concorso imminente di cui si legge sulla stampa avverrà sulle attuali classi di concorso o su quelle derivanti da una prima revisione;
  • alla necessità di chiarire se, chi arriva con esito positivo alla fine del percorso triennale, ha certezza di avere il conferimento di nomina ITI;
  • chi sono i soggetti abilitati a svolgere i percorsi dell’anno di specializzazione.

 

Intervista sulla CONFSAL
a Marco Paolo Nigi

Rilasciata il 21 aprile
a «Italia Oggi»

Una leva per la crescita

La Confsal riconosce da sempre l`efficacia della formazione nella crescita dei lavoratori e, pertanto, il suo valore in termini d`investimento. Per questo continua a sostenere con forza i progetti innovativi e personalizzati, specie quelli per le imprese che hanno l`esigenza di combattere la crisi e il collegato lavoro. Quanto convenga alle aziende investire in capitale formativo lo spiega qui sotto il Segretario Generale della confederazione autonoma, prof. Marco Paolo Nigi.

Domanda. Quando la formazione diventa «convincente» per le imprese?

Risposta. La formazione è da sempre una leva importante per lo sviluppo delle competenze e per la crescita professionale, soprattutto quando è il risultato di un`accurata ricerca sui fabbisogni organizzativi ed economici delle aziende beneficiarie. Ed è sulla trasversalità della formazione che le imprese di nuova generazione, anche piccole e medie, stanno puntando per uscire dalla crisi e per sostenere le proprie strategie di mercato, nella decisiva ricerca di acquisire nuovi clienti su scala globale. Ultimamente, queste aziende tendono a investire in azioni di marketing sui social media, tant`è che sta crescendo in modo esponenziale la domanda di competenze in cross-medialità. È in questo nuovo scenario che la formazione può convincere le imprese a intraprendere le giuste misure per favorire la propria ripresa economica.

Domanda. Ma la formazione può davvero influire sulla ripresa del nostro Paese?

Risposta. I fattori che influenzano il mercato, producono business e fanno circolare benessere e denaro sono diversi e tutti legati ad aspetti macroeconomici, in primis il rapporto tra la capacità di spesa delle famiglie e le risposte in termini di qualità della produzione. In considerazione di questi aspetti, penso che la formazione possa rappresentare un eccezionale strumento di crescita per le singole imprese e per le reti di imprese perché può orientarne scelte produttive, obiettivi e strategie. Una formazione mirata a qualificare dirigenti e lavoratori e a sostenere i processi di rinnovamento aziendale collegati alle strategie di mercato non può che concorrere alla ripresa economica e, mediante l`incremento del business, aumentare l`occupazione dei giovani.

 

Selezione stampa del 24, 25 e 26 gennaio

dai giornali del 24, 25 e 26 gennaio

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i giornali parlano di noi

Docenti poco stimati; problemi con le iscrizioni ai nidi e alla scuola dell’Infanzia a Milano; forte aumento delle tasse sui rifiuti per le Private

Confronto fra il sistema scolastico-professionale
in Germania e in Italia

Per gentile concessione di
TuttoscuolaFOCUS n° 545/668
del 25 gennaio 2015

Il modello duale, che interessa dopo la scuola di base circa la metà dei giovani in Germania, non è un percorso scolastico perché mediamente è costituito per tre quarti da attività lavorativa svolta in apprendistato (con contratto di lavoro retribuito), e solo per un quarto dalla frequenza di corsi di studio, in genere collegati con il lavoro svolto.

È dunque qualcosa di molto diverso, guardando all’Italia, sia dagli istituti tecnici e professionali, dove al massimo si può arrivare a un quarto di ‘alternanza’ (stage, esperienze di lavoro non retribuito), sia dal sistema di istruzione e formazione (IeFP), che pur riservando più tempo alle attività pratiche e di laboratorio conserva un impianto di ispirazione scolastica, con scarsi contatti con il mondo del lavoro. L’apprendistato come è stato realizzato in Italia non è un percorso formativo a tutti gli effetti, almeno non come dovrebbe essere: salvo rare eccezioni si avvicina di più nella pratica a lavoro sottoretribuito con ben poca formazione.

Eppure in Italia si è spesso detto che l’alternanza studio-lavoro, come la si è concepita e realizzata da noi da Letizia Moratti in poi, era (è) un modo per avvicinarci al modello duale tedesco. Il convegno dell’Università LUISS di Roma TreLLLe-Rocca di fine gennaio ha dimostrato, se ce n’era ancora bisogno, quanto questa opinione sia infondata: manca, da noi, quella percezione sociale positiva della formazione sul lavoro che spinge metà dei giovani tedeschi verso il sistema duale, non considerato come un percorso di ‘serie B’; manca quasi del tutto la disponibilità delle imprese italiane a fare come in Germania, a parte lodevoli eccezioni: assumere gli apprendisti, non per risparmiare sui contributi, ma per formarli e far valutare le competenze acquisite da soggetti esterni competenti, stanziando a questo scopo adeguate risorse umane (formatori di estrazione aziendale) ed economiche (incentivi alla formazione).

Ciò che realisticamente si può fare in Italia è recepire dal modello tedesco alcune indicazioni di carattere generale. In particolare queste:

  • una maggiore coerenza nazionale delle qualifiche, con standard obbligatori per le Regioni e valutazione esterna delle competenze acquisite;
  • equiparazione, a certe condizioni, delle qualifiche con i titoli di studio scolastici ai fini dell’accesso alla formazione tecnica superiore;
  • formazione continua obbligatoria dei docenti, in particolare di quelli di materie tecniche;
  • istituzione per ciascun settore produttivo di apposite commissioni nazionali permanenti tra datori di lavoro e Sindacati per definire e aggiornare le qualifiche sul modello tedesco.

Ringraziamo la Direzione di Tuttoscuola per l’amichevole concessione

Selezione stampa del 23 gennaio

dai giornali del 23 gennaio

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i giornali parlano di noi

In Italia abbiamo ben 88 scuole “coraniche”; formazione professionale sul modello tedesco; la riforma delle pensioni deve cambiare

Selezione stampa del 17, 18 e 19 gennaio

dai giornali del 17, 18 e 19 gennaio

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i giornali parlano di noi

All’ENAIP sospese le attività didattiche; l’ambiente diventa materia di scuola; resi noti i dati 2013 sui dipendenti pubblici: oltre 200 i licenziamenti

Selezione stampa del 16 gennaio

dai giornali del 16 gennaio

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i giornali parlano di noi

Senza soldi molti centri professionali ENAIP; numerosissime le domande di supplenza ATA

Corsi di sostegno per i docenti in esubero

Per ottenere la specializzazione
nel sostegno

Vi comunichiamo che il MIUR ha emanato, in data 11 dicembre 2014, la nota n° 18848 avente per oggetto: “Corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno destinati al personale docente appartenente a posto o classe di concorso in esubero” i cui contenuti erano stati preannunciati dal MIUR nell’incontro con le OO.SS. tenutosi in data 27 novembre u.s.

Nella stessa sono stati recepiti alcuni dei suggerimenti dati dallo SNALS-CONFSAL nel suddetto incontro.

Con l’emanazione della nota prendono finalmente avvio i corsi, per consentire al personale docente appartenente a classi di concorso in esubero il conseguimento del titolo di specializzazione per il sostegno, corsi regolamentati con DD n° 7 del 16 aprile 2012.

Ai corsi, che partiranno entro gennaio 2015, parteciperanno i docenti titolari di discipline in esubero, che abbiano prodotto domanda di partecipazione negli aa.ss. 2012/2013 o 2013/2014, inseriti negli elenchi degli UU.SS.RR., se ancora in servizio e appartenenti a classi in esubero.

Gli UU.SS.RR., tra l’altro:

  • verificheranno che gli inseriti negli elenchi appartengano ancora a classi in esubero;
  • sostituiranno i nominativi di coloro che non appartengono a classi attualmente in esubero e gli eventuali rinunciatari con altri docenti in esubero.

I posti disponibili verranno utilizzati secondo le seguenti priorità:

  • docenti appartenenti alle classi di concorso A075, A076, C555 e C999;
  • docenti appartenenti alle classi di concorso della tabella C;
  • in subordine i docenti appartenenti alle altre classi di concorso in esubero della tabella A.