Nigi: se il governo non comprende l’importanza del lavoro pubblico non solo discrimina 3 mln di lavoratori, ma lascia più soli e più poveri tutti i cittadini

La Confsal era presente
alla manifestazione del 28 novembre
insieme con le sue federazioni
del pubblico impiego

“L’importanza sociale del lavoro pubblico e della professionalità espressa dai suoi lavoratori non è tenuta per nulla in considerazione da questo governo. Al contrario, su di essa viene gettato continuo discredito provocando avvilimento e un sempre più forte senso d’ingiustizia. Basti dire che il rinnovo contrattuale è atteso da più di 6 anni, per l’esattezza da 74 mesi”. Così il segretario nazionale della Confsal, Marco Paolo Nigi, dal palco della manifestazione nazionale per il pubblico impiego organizzata dalla CONFSAL insieme con CGIL, CISL, UIL e FGU.

“Non ci si rende conto dell’importanza del lavoro svolto dai pubblici uffici, lavoro che accompagna ciascuno di noi per l’intero arco della vita, dalla nascita alla morte passando per l’asilo nido, la scuola, l’università, il servizio sanitario nazionale, la sicurezza, il soccorso, la pensione e quant’altro – ha detto ancora Nigi – . Se oggi in Italia possiamo ancora parlare di una società ‘abbastanza civile’ lo dobbiamo anche a questi 3 milioni di lavoratori, in genere mal pagati, pochissimo considerati e sempre più penalizzati nell’esercizio dei loro diritti, anche costituzionali. Se il governo non lo comprende fino in fondo, allora non solo discrimina questi lavoratori, ma lascia più soli e più poveri tutti i cittadini” ha concluso il segretario generale della Confsal.



La Confsal era presente alla manifestazione insieme con le sue federazioni del pubblico impiego: Confsal-Snals (scuola, ricerca e afam); Confsal-Fials e Anpo-Ascoti-Fials-medici (sanità); Confsal-Unsa, Confsal-Salfi, Confsal-Parastato (funzioni centrali); Confsal-Fenal (servizi pubblici locali); Confsal-Vigili del fuoco (sicurezza e soccorso); Confsal-Snals-Cisapuni (università); Confsal-Privato sociale.