Un flop il Bonus premiale Docenti

Il Corriere della Sera nei giorni scorsi ha riservato ampio spazio al consuntivo del primo anno per l’attribuzione del bonus ai docenti meritevoli, mettendo in evidenza soprattutto i limiti incontrati nelle scuole per premiarli.

Anticipando i dati raccolti dal MIUR attraverso un monitoraggio condotto sul primo anno di applicazione della premialità prevista per valorizzare la professionalità degli insegnanti, il servizio giornalistico ha evidenziato, innanzi tutto, la notevole difformità dei criteri individuati dalle scuole per premiare il merito, la consistente differenza degli importi individuali del bonus, nonché la diversa percentuale di docenti premiati con i casi limite (una istituzione su cinque) che ha distribuito quote di premio uguali per tutti i docenti.

Anche se sono state poche le istituzioni scolastiche che non hanno voluto premiare alcun docente, nel complesso non si può dire che il bilancio di questo primo anno del bonus premiale si sia chiuso con successo. Un risultato in chiaro-scuro che fa pensare e che reclama un ripensamento.

Preso atto di quanto successo, l’editorialista del “Corriere” Gian Antonio Stella si è chiesto: “Se non andavano bene i criteri di valutazione della Buona Scuola, ne esistono altri che concretamente possano essere accettati da chi per mestiere valuta gli altri, cioè gli alunni?”

Una domanda pertinente che chiama in causa, prima ancora che i docenti, i loro rappresentanti sindacali che, fin dall’inizio, hanno avanzato forti riserve sul nuovo istituto premiale.

Stella ha dato anche un’occhiata in casa d’altri, arrivando a queste conclusioni: “Negli altri Paesi, dove hanno chiaro che il primo obiettivo non è l’erogazione di cattedre e stipendi, ma la preparazione dei cittadini di domani, la fanno sì, la scrematura fra i migliori e i peggiori. Perché da noi, sia pure con tutte le garanzie contro eventuali soprusi, non è possibile? Che senso ha puntare a premi concordati e distribuiti a pioggia?

In molti casi, infine, è venuto a mancare un requisito essenziale per tutte le Pubbliche Amministrazioni: la trasparenza.

per gentile concessione della rivista “Tuttoscuola